Vibo Valentia (VV) - Museo Archeologico Statale "Vito Capialbi"

Informazioni generali

Compilatore scheda
Ilaria Melillo
Data compilazione scheda
11/05/2010
Dati forniti da
Dott.ssa Maria Teresa Iannelli
Categoria
Allestimento museo
Tipologia
Museo Archeologico
Regione
Calabria
Provincia
VV
Comune
Vibo Valentia
Indirizzo

c/o Castello Normanno - Svevo

Stato giuridico
Museo Statale
Persona di contatto
Dott.ssa Maria Teresa Iannelli
Sito Web (URL)
http://www.iresudcalabria.it/schede.asp?id=56

Informazioni sul progetto

Progetto museologico

Il Museo Archeologico “V. Capialbi” si pone come un organismo flessibile capace di comunicare con l’esterno attraverso un linguaggio semplice e percepibile; un’istituzione aperta che interagisce con il pubblico e con il territorio, mediante una costante attività di formazione culturale. Il nucleo originario del museo, oltre ai reperti provenienti dagli scavi effettuati nella città, comprende anche elementi delle collezioni private. L’esposizione è proposta in modo da offrire al pubblico elementi per la conoscenza della cultura e della storia della città a cui il museo appartiene, mediante l’osservazione dei reperti rinvenuti nelle indagini archeologiche. L’allestimento si snoda attraverso le sale del Castello Svevo – Normanno seguendo una distinzione cronologica e per zone di provenienza. Il percorso inizia al piano superiore, dove sono esposti reperti provenienti dalle aree sacre del territorio, il piano inferiore accoglie invece i reperti provenienti dalla necropoli occidentale della città, altre sale sono utilizzate in occasioni di mostre temporanee attraverso le quali si realizza l’idea di museo flessibile, che si rinnova continuamente a seconda delle esigenze del pubblico. Ad integrazione del percorso, è stato organizzato un allestimento per non vedenti in modo da rendere il museo maggiormente fruibile. Motivo conduttore e determinante dell’allestimento è stato il rispetto dell’edifico preesistente, cercando quindi, il giusto equilibrio tra le esigenze tecnico-museali e la necessità di lettura degli ambienti del castello.

Progetto museografico

Nella prima parte del percorso, le vetrine con sezione a trapezio, formano un unico impianto composto da cinque contenitori, completamente trasparenti e modulari, disposti a scacchiera, allineati nel senso longitudinale della sala. L’inclinazione delle due pareti in cristallo dei lati lunghi, permette di ridurre gran parte dei riflessi di luce provenienti dalle finestre. Altre vetrine di forma parallelepipeda a colonna, di varie dimensione, sono disposte nelle sale per sottolineare alcuni passaggi fondamentali del percorso, evidenziando ed isolando, gruppi di reperti connessi a particolare esigenze interpretative. Nella sale successive, le dimensioni inferiori e le altre caratteristiche degli ambienti hanno condizionato la scelta di utilizzare vetrine addossate alle pareti, pur mantenendo per esse la stessa impostazione tipologica delle precedenti. I pannelli didattici complementari alle vetrine, sono del tipo a leggio e a parete. I primi riprendono i motivi formali delle vetrine, a cui sono affiancati, e sono caratterizzati dalla massima semplicità per non interferire con il contenuto didattico. Quelli a parete, tutti di identiche dimensioni, sono anch’essi realizzati con strutture molto lineari: due fermavetro in metallo, che ne definiscono i lati inferiore e superiore e ne costituiscono la struttura portante. L’illuminazione dei reperti e degli accessori didattici è assicurata da plafoniere con lampade fluorescenti interne alle vetrine e apparecchi applicati ad una struttura sospesa con guida elettrificata.

Disegni del progetto

Vibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito Capialbi" - Planimetria piano terra. Negli spazi espositivi al piano terra trovano posto i reperti provenienti dalla necropoli occidentale della città greca. Vibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito Capialbi" - Planimetria I piano.Le sale del I piano ospitano i materiali rinvenuti nelle aree di scavo dell’area sacra  scoperta a Vibo Valentia.

Foto del progetto

Vibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito Capialbi" - Piano I. Vetrine con sezione a trapezio, modulari e trasparenti, disposte a scacchiera e allineati in senso longitudinale. Questa soluzione consente di avere una visione e una lettura complesVibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito  Capialbi" -  Piano I. Esempio di vetrina Le indicazioni relative ai reperti sono elencate su pannelli esterni alle vetrine e connesse ad una riproduzione grafica dell’allestimento, dove i profili dei peVibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito Capialbi" - Postazione tattile. I tavoli sono provvisti di illuminazione autonoma, con basi dotate di contenitori a cassetta con i reperti archeologici.Vibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito Capialbi" - Piano I. Gli elmi di bronzo sono stati inseriti in vetrine a forma di cubo che assecondano la circolarità della parete a cui sono addossate. I reperti sono posti su sagome in plexiglass che rVibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito Capialbi" -  La sagoma in plexiglass aiuta il visitatore a percepire la volumetrica complessiva dell'oggetto.Vibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito Capialbi" - Piano I. Ricostruzione del relitto di una nave. A sostegno di un’immediata comprensione da parte del visitatore,  è presente un disegno  integrativo e foto luminose che riproducono relitti diVibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito Capialbi" -  Ricostruzione favissa con reperti provenienti dalle “aree sacre” rinvenute a Vibo Valentia, accumulati in fosse scavate nel terreno (favisse).Vibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito  Capialbi" -  Piano I. Statuette in processione. Le statue sono state disposte su di un simbolico scorcio di gradinata di tempio avente dimensioni volutamente sproporzionate; le staue rappresentano la scVibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito  Capialbi" - I frammenti di pinakes (quadretti in italiano) in terracotta sono esposti su supporti in plexiglass sui quali sono state delineate le parti mancanti.

Storia di un lavoro

Progettisti

dott.ssa M.T. Iannelli , Arch. V. Ammendolia

Ditta esecutrice

Vetrine: ditta Goppion

Ente finanziatore

MiBAC e fondi ordinari della Soprintendenza

Sintesi dell'intervento

Il museo archeologico di Vibo Valentia, è stato fondato nel 1969, con il patrocinio del Lions Club locale, sotto la presidenza del dott. Vincenzo Nusdeo, Ispettore Onorario alle Antichità hipponiati e dall’allora Soprintendente Archeologico, Dott. Giuseppe Foti. Il nucleo originario del museo, oltre ai materiali provenienti dagli scavi effettuati nella città, comprende quelli raccolti nelle collezioni private. Per molti anni il museo è stato ospitato nell’ottocentesco Palazzo Gagliardi e solo di recente è stato trasferito presso il Castello Normanno – Svevo. Il monumento è stato restaurato a cura della Soprintendenza ai beni Architettonici e Paesaggistici della Calabria. Il riutilizzo del palazzo come sede del Museo Archeologico Statale, offre dei vantaggi, perché diventa un contenitore parlante dei manufatti archeologici e si individua come polo aggregante del vasto centro storico medievale di Vibo Valentia. Il Castello pone non pochi problemi a livello logistico, per l’esiguità degli spazi per i magazzini e difficoltà di allestimento dovute alla poco luminosità delle sale. Si è tentato di risolvere i problemi espositivi, mediante l’impiego di particolari accorgimenti. Non senza difficoltà è stato l’operazione di inserimento della moderna attività museale in ambienti appartenenti ad un organismo costruito in tempo remoto e per altri usi. Si è cercato di rispettare l’architettura, al tempo stesso si è mediato tra gli aspetti di organizzazione spaziale e l’istallazione di impianti tecnologici previsti dalla normativa vigente. Tale attività fa in modo che il contenitore assuma esso stesso la funzione di elemento del tutto integrato con la città e con il suo territorio.

Elementi dell'intervento

Vibo Valentia (VV)_Museo Archeologico Statale "Vito Capialbi" - Postazione tattile. I tavoli sono provvisti di illuminazione autonoma, con basi dotate di contenitori a cassetta con i reperti archeologici.

Tavolo per postazione tattile

Categoria: Accessibilità

Tipologia: contatto tattile

I tavoli per le postazioni tattili sono provvisti di illuminazione autonoma, di piccole dimensioni, con basi dotate di contenitori a cassetta che ospitato i reperti archeologici, coperti da lastre di plexiglass. Ciascuna postazione è inoltre  fornita di descrizione del pezzo e del disegno in Braille.